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“La diseguaglianza delle opportunità di fronte all’istruzione è principalmente il risultato della stratificazione stessa. L’esistenza di posizioni sociali distinte comporta l’esistenza di sistemi di aspettative e di decisioni distinti i cui effetti sulla diseguaglianza delle opportunità di fronte all’istruzione sono moltiplicativi.
[…]
Dato che esistono strati sociali, esistono anche disparità di fronte all’istruzione che appaiono tanto più marcate quanto più si passa ai livelli superiori del sistema scolastico.
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L’effetto moltiplicativo (delle disparità) non potrebbe sparire che nel caso di un sistema scolastico completamente indifferenziato in cui tutti gli individui seguissero un unico curriculum. […] La nozione di curriculum unico comune a tutti è in contraddizione con la norma dell’adattamento del curriculum ai gusti e alle presunte attitudini dei bambini.
[…]
Si rileva che la maggioranza delle società industriali liberali sono caratterizzate, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, sia da un’attenuazione delle diseguaglianze di fronte all’istruzione, sia da un aumento delle diseguaglianze economiche. […] l’immobilità della mobilità nelle società industriali può apparire in contraddizione col cambiamento “accelerato” che caratterizza queste società e suggerire interpretazioni scientificamente ingenue, volontariste (azione di un onnipotente gruppo dominante) o finaliste (facoltà di riproduzione delle strutture sociali). L’equilibrio della mobilità […] può al contrario essere spiegato dall’aggregazione di meccanismi elementari”.

Raymond Boudon, Istruzione e mobilità sociale, pp. 210-218